Tutte le mie xxx

mercoledì 29 marzo 2017

Il segreto di Helena

Per me è inevitabile di questi tempi pensare allo scorso anno, a quanto la nostra vita è cambiata; solo un anno fa ero una donna panciuta, ma piena di energie che non vedeva l'ora di poter tenere il suo bimbo tra le braccia.
Dopo un anno continuo ad essere panciuta (perchè anche se i kg sono andati, quelli che prima erano muscoli tonici ora sono rotolini di ciccia), energie zero, in sala parto ho preso 10 anni e in 11 mesi e mezzo, 7 (come i cani), ma felice in un modo indescrivibile.
Adesso che Davide comincia a muovere i suoi primi passi e la bella stagione ci regala la possibilità di uscire in giardino passo quasi tutta la giornata fuori, non so cosa farei se non avessi dello spazio esterno, se non avessi la possibilità di stendere la coperta sul prato e lasciarlo andare, oppure di metterlo sulla moto e farlo sfogare.
Una cosa che le altre mamme non ti dicono è che i bambini sono forti, forti fisicamente intendo, non lo si direbbe mai, ma Davide con la sua gambetta punta il braccio ed io già a pochi mesi facevo fatica a tenerlo, si agita, non vuole stare fermo neppure per il cambio del pannolino ed anche i miei genitori quando vengono a trovarci, o quando vado io da loro si chiedono come faccia da sola.
Onestamente non lo so, sono distrutta, ma quando lui sorride con quei suoi bei dentini da castorino sorride tutto il mondo; il modo in cui dice mamma è casì adorabile che non posso fare altro che perdonargli calci, pugni e tirate di capelli.
In tutto ciò a volte riesco anche a leggere qualcosa.

Sono passati più di vent'anni da quando Helena, allora quindicenne, trascorse un'indimenticabile estate nell'isola di Cipro, dove, circondata da distese di olivi e da un mare color smeraldo, si innamorò per la prima volta. Dopo una carriera di ballerina classica, Helena vive a Londra con il marito William e tre figli, e non può certo immaginare che il suo padrino, alla morte, le ha lasciato in eredità "Pandora", la grande, magnifica tenuta sulle colline cipriote. Helena non resiste alla tentazione di tornare sull'isola con la famiglia, pur sapendo che i molti segreti custoditi da quel luogo potrebbero, proprio come il vaso della leggenda, scatenare una tempesta su tutti loro. In particolare sul figlio tredicenne Alex, sensibile e ribelle, sul cui passato ha sempre preferito tacere... 

Anche in questo romanzo si nota la capacità della scrittrice di tenere il lettore incollato, le ambientazioni cipriote sono suggestive e sulla pelle sembra di sentire i caldi raggi del sole; strada facendo scorrono diversi scenari possibili, ma solo alla fine il segreto verrà svelato. L'unico neo è una certa antipatia provata per la protagonista.
Sicuramente un bel romanzo d'evasione che consiglio in vista dell'estate.
Spero di riuscire presto ad aggiornare il blog, ma mando a voi che mi seguite sempre un grande abbraccio.

martedì 21 febbraio 2017

Orsetto irlandese

Tra i ricami che ho fatto in gravidanza per il mio Davide e che ancora non vi ho mostrato c'è questa copertina di pile anallergico per bambini.


Acquistata anch'essa al Gic Moda https://www.facebook.com/groups/826491697384642/?fref=ts si è dimostrata una preziosa alleata per il lettino del nostro bimbo.
Perfetta per la mezza stagione è diventata un caldo copriletto nella stagione fredda.
In questi giorni ho creato una nuova pagina facebook per i miei ricami se vi fa piacere passate a trovarmi e ditemi cosa ne pensate: https://www.facebook.com/ilmiogiardinofatato/ 
L'idea è nata perchè molte amiche dopo la gravidanza mi hanno chiesto quando avrei ricominciato a ricamare su commissione e mi hanno suggerito di mettere on line i miei lavori, certo il tempo adesso è veramente poco e poi mi sono lanciata in un nuovo progetto di Mirabilia, ma essendo un S.a.l. (di cui vi parlerò più avanti) a lunga scadenza dovrei riuscire a gestire tutto.
Ricamare mi aiuta emotivamente a staccare la spina e così, eccomi a ritagliarmi quei pochi minuti di pausa al giorno che spesso vengono interrotti prima del previsto da un urlo sovraumano.

lunedì 13 febbraio 2017

Un'estate magica

Ecco un altro libro letto in pochissimi giorni mentre Davide si abitua piano piano a non stare più in braccio.
I romanzi che leggo negli ultimi anni si somigliano tutti, più o meno sono così: c'è una povra fiola (povera ragazza) che ha talento e belle idee, ma pochi soldi, sfigata anche in amore trova il principe azzurro e in un solo colpo risolve problemi di cuore e di danaro; mi piacciono i lieto fine e non mi andrebbe di leggere di banche che pignorano immobili o di fanciulle lasciate sotto un ponte.


È un po' di tempo che le cose per Wiebke non vanno per il verso giusto. Non ha passato uno degli esami più importanti del suo corso di laurea in biologia, ha lasciato il fidanzato che la tradiva, e la sua migliore amica passerà delle romantiche vacanze con il nuovo amore, lasciandola sola in città per tutta l'estate: una prospettiva davvero sconfortante. Chissà se la zia Larissa vorrà ospitarla per un paio di settimane nella sua casa in campagna sulle sponde del lago di Müritz? Da sempre un mito per Wiebke, Larissa è single, indipendente e creativa; è fuggita dalla città dopo aver tagliato i ponti con la famiglia in maniera turbolenta. Wiebke non conosce il segreto che sta dietro a questa decisione: sa solo che dodici anni prima Larissa ha perso in modo tragico il suo grande amore, e da quel momento si è rifugiata in campagna, dove dipinge magnifiche scarpe da sposa e coltiva more, circondata dai suoi animali. L'arrivo di Wiebke, con la sua vitalità e il suo affetto, crea scompiglio nella vita di Larissa e del piccolo paesino in cui vive, mettendo alle strette la zia: è giunto il momento di imprimere una svolta alla sua esistenza, complice anche il nuovo, misterioso vicino di casa... Ma riusciranno le due donne a reagire agli imprevisti che ogni trasformazione porta con sé?

La trama è un po' scontata, la protagonista cade in bicicletta proprio ai piedi del suo principe, che la raccocglie, la cura e la porta a casa, da allora è un susseguirsi di carinerie per conquistarla, ma paesaggi bucolici, personaggi accattivanti e la scrittura scarrevole della Bomann ne fanno un romanzo piacevole, da leggere in totale relax.
L'unico personaggio che proprio non ho amato è Max il protagonista maschile che ha rubato il cuore a Larissa, ma che non ha una storia sua; tra tutti è il personaggio più scontato.
Nonostante questi piccoli nei ve lo consiglio se amate le letture senza pretese, ma che vi permettono di sognare.

lunedì 6 febbraio 2017

Borsa fasciatoio per la piccola Aurora

In questi mesi non sono stata proprio a digiuno di crocette, qualche cosa, seppur non particolarmente impegnativa sono comunque riuscita a ricamarla, anche perchè i bambini attorno a noi si stanno moltiplicando a vista d'occhio, quindi pur usando dei semplici soggetti sono ho confezionato qualcosa di bello ed utile.
Forse ricorderete la borsa fasciatoio che avevo preparato per Davide; ora giace in pianta stabile sul tavolo del nostro soggiorno.
Dovete sapere che la nostra casa è costituita di due livelli, la zona giorno al piano terra e quella notte al piano superiore; dove abbiamo allestito la cameretta del nostro bimbo abbiamo messo anche il mobile fasciatoio con la cassettiera, la vaschetta per il bagnetto e il fasciatoio, ci è stato subito chiaro che non avrei potuto portarlo di sopra ad ogni cambio di pannolino rischiando di inciampare ad ogni scalino e per il peso ( suoeriamo i 10kg da diverse settimane) di Davide.
Così ho dovuto smatellare il soggiorno e provvedere a trasformare il tavolo in un fasciatoio; in questo la borsa mi è stata utilissima.
Con la nascita della piccola Aurora ho pensato che sarebbe stato un pensiero utilissimo e così ne ho fatta una da femminuccia molto fru fru per accontentare i gusti della mamma.


Qui sopra la vedete chiusa.



Qui aperta.


Il tessuto pur avendo dei delicatissimi disegni in rosa ha anche un richiamo di foglioline verdi, proprio come nel ricamo e la balza rosa e bianca si sposa bene con tutto l'insieme.
Spero che i neogenitori la useranno tanto quanto sto facendo io con la mia.

venerdì 3 febbraio 2017

L'eco lontana delle onde del nord

Dall'inizio della gravidanza, in particolare da quando è nato Davide leggo soprattutto favole e libri per bambini, avrei dovuto farne una rubrica, ma il tempo è sempre pochissimo.
Giusto ieri parlavo con la mia dottoressa che mi ha consigliato di portare più spesso il bimbo dai nonni, cosa che per la verità mi ero già riproposta diverse volte, ma per il momento messa in pratica poco.
Due volte a settimana i miei genitori ci vengono a trovare ed in quei momenti io devo stirare, portar fuori la spazzatura, preparare i pasti per noi e per lui, pultire il camino, pulire i filtri del Cenerentolo e fare un sacco di altre incombenze domestiche che sarebbe troppo lungo elencare; il risultato è che non stacco mai la spina e le notti è un continuo alzarsi.
La scorsa notte ad esempio Davide era sveglissimo, ha cominciato a chiacchierare ed alla fine ci siamo trovati in cucina, io per una camomilla e lui per giocare con Donatello il martello. 
Insomma tornare alla mia vita sarà impossibile, ma devo riprendermene almeno un pezzetto, lo devo fare soprattutto per il nostro bimbo; non vorrei che mi vedesse sbarellare totalmente un giono o l'altro.
Il primo passo è stato abituarlo un pochino a stare nel box, giusto per giocare in sicurezza se devo fare qualche cosa e per abituarlo piano piano mi sono messa a leggere i romanzi che piacciono a me. Parto dal presupposto che la lettura passiva non ha mai fatto male a nessuno e se anche non capisce e non si diverte amen, avrà il suo momento con i suoi lebrettini cartonati che non vede l'ora di mettersi in bocca.
Così ecco a voi una recensione .


Dopo la dolorosa separazione dal marito, Annabel cerca di ripartire trasferendosi sull'isola di Rügen, nel Mar Baltico, con le sue bianche scogliere di gesso e le lunghe spiagge incontaminate. In una magnifica casa sulla costa, con un nuovo lavoro in un hotel del posto, Annabel è certa di poter ritrovare la serenità. Finché un giorno, nel porto di Sassnitz, scorge una vecchia barca a vela con una scritta sbiadita sul fianco: "La Rosa delle Tempeste". Un nome che suscita in lei un'attrazione immediata e irresistibile. Accarezzando il sogno di comprare la barca, per restaurarla e trasformarla in un caffè sull'acqua, Annabel si imbatte nell'affascinante Christian Merten, anche lui interessato all'acquisto per ragioni piuttosto oscure. La scoperta di una lettera nascosta nella stiva mette ben presto Annabel e Christian sulle tracce di una donna che, oltre trent'anni prima, proprio su quella barca, era fuggita dalla Germania Est. Ma Annabel non può immaginare che nella Rosa delle Tempeste è sepolto un segreto che ha segnato tragicamente la sua infanzia. E che potrebbe cambiare per sempre il suo futuro. 

Amo questa scrittrice che però mi aveva un pochino delusa nel suo romanzo di Natale, in questo caso, invece ho trovato la solita scrittura scorrevole, con personaggi ed ambientazioni vivide.
Scritto in prima persona è una matrioska di racconti che coinvolgono il lettore, tanti ingredienti che combinati tra loro si sposano alla perfezione, ve lo consiglio per queste giornate d'inverno da leggere davanti al camino con una tazza fumante in mano.
 


sabato 21 gennaio 2017

Corso di acquaticità

E' passata un'eternità dal mio ultimo aggionamento, è passato il natale senza che se ne sia vista traccia sul mio diario virtuale e non ho fatto gli auguri a tutte voi che nonostante tutto continuate a passare  dal mio blog; faccio terribilmente in ritardo a tutti voi i miei auguri per un sereno anno nuovo.
In questi mesi mi sono totalmente dedicata alla famiglia, ogni mio respiro è in funzione delle necessità del nostro bambino che cresce a vista d'occhio sotto tutti gli aspetti mostrando una forza, una vivacità ed una tenacia che mai avrei pensato in un neonato.
Non sto a dilungarmi sulla fatica di vestire un bambino che rotola e sgambetta continuamente, chi c'è passato sa e chi ci deve passare lo scoprirà presto, passo quindi a mostrarvi qualche altro ricamo.
Mio marito ha sempre amato nuotare e prima che il nostro bambino nascesse frequentava settimanalmente la piscina del paese accanto al nostro.
Purtroppo per lui le ore da dedicare alla sua passione sono sempre state poche ed ora con il bambino ritagliarsi del tempo (considerando che la sera porta sempre del lavoro a casa) è quasi impossibile.
Un piccolo aiuto ci è venuto però proprio dalla piscina, che da diversi anni offre dei corsi di avvicinamento all'acqua per bambini a partire dai tre mesi; così ancora prima che Davide nascesse abbiamo pensato che lo avremmo iscritto quanto prima anche per dare modo a papà di passare con lui del tempo tutto loro.
Davide ha compiuto i tre mesi in estate, quando i corsi erano sospesi, così a quattro mesi, di ritorno dal mare ha cominciato questa nuova e positiva avventura.
La domenica mattina per trenta minuti padre e figlio vanno a nuoto ed alla mamma non resta che guardarli incantata per ogni sua mossettina.
Ci sono tre categorie di bambini, la prima è quella che va dai 3 ai 12 mesi e sono le tartarughine, la seconda i cavallucci vanno dall'anno ai due anni e poi dai due ai tre, sono i coccodrilli.
Ho dovuto farlo...

Pur essendomi detta:"basta tartarughe!!!" eccomi a fare un nuovo baby cape in tema adattando il disegno al sesso e adattando le misure alle dimensioni del mio bimbo, perchè i vecchi baby cape di dimensioni standard non gli vanno più bene da tempo.
Già dalla prima lezione di prova i bambini hanno fatto l'immersione, ci hanno spiegato che non è possibile che inspirino acqua dal naso, quindi basta attirare la loro attenzione, soffiare (per fargli chiudere la bocca) e immergerli velocemente.
Le attività che svolgono sono sempre diverse per farli divertire, ma Davide è più attratto da ciò che succede in giro che dai vari giochini che gli vengono proposti; guarda gli altri bambini, il riverbero della luce sull'acqua e nuota, nuota tantissimo.
Tutta questa attività dovrebbe stancarlo e farlo dormire, cosa che normalmente non fa, ma solo nelle ultime lezioni ha dormito di più.
Ora comincia a fare dei mini riposini, si di mattina che di pomeriggio, ma mamma e papà non si illudono di vedere la luce in fondo al tunnel.
Sperando di poter passare presto per altri aggiornamenti rinnovo i saluti e gli auguri a tutte voi.