Tutte le mie xxx

giovedì 25 giugno 2015

Bon Bon Cocco-losi al rum

Questo è un periodo molto pieno, sto ricamando molto, ma non ho terminato ancora nulla, ho tre progetti iniziati ed a buon punto che aspettano che io ricomperi le matassine per poter finire definitivamente ogni ricamo.
Mi butto nel punto croce, nelle faccende domestiche e nei km che percorro almeno tre volte la settimana, ne faccio dai 13 ai 17 per cercare  di smaltire le tensioni accumulate per via del lavoro di mio marito.
E' inevitabile che i suoi problemi si riflettano all'interno della famiglia e cerco dove possibile di potergli dare la calma e la tranquillità che il lavoro non offre.
Con questa situazione ho riproposto alcune ricette a base di cocco proprio con l'intenzione di tirare un po' su di morale al mio povero maritino.
Questi bon bon sono buonissimi, io a differenza di lui non amo particolarmente il cocco, ma anche  questa ricetta è molto equilibrata.


INGREDIENTI: 350g di ricotta, 100g di zucchero, 100g di farina di cocco più altra per spolverare, 50g di cacao dolce, 1 bicchierino di rum.

In una ciotola unire gli ingredienti e mescolarli bene, formare delle palline e passarle nella farina di cocco.
Far riposare in frigorifero.

Come vedete la preparazione è facilissima e voi capacissime foodblogger potrete aggiungere dei pirottini e fare delle palline più piccole per rendere la presentazione più gradevole.


martedì 9 giugno 2015

Torta Cocco Bello Africa

Il tempo passa senza che io aggiorni il blog, me ne dispiace molto.
Qualche settimana fa è stato il mio compleanno e per festeggiarlo (anche i festeggiamenti sono stati posticipati causa lavoro) abbiamo invitato alcuni amici.
Solo pochi giorni prima ho scoperto che mio marito ama il cocco, misteri che si svelano dopo più di tredici anni e che mi fanno sentire quella che cade dal pero.
Certo è che in tredici anni non lo avevo mai visto mangiare del cocco; così forte di questa scoperta epocale ho deciso di seguire i suoi gusti e di proporre una torta fresca a base di cocco appunto.
La ricetta è del solito buon Daniele Persegani che non sbaglia un colpo e si chiama Torta Cocco Bello Africa, come quella perla dei Ricchi e Poveri datata 1987.


Ingredienti per la base: 200g di biscotti al cioccolato, 100g di burro
Ingredienti per la torta: 250g di ricotta, 250g di mascarpone, 250g di panna semimontata, 1 noce di cocco (50g di farina di cocco), 2 fogli di gelatina, 1/2 bicchierino di rum, 100g di zucchero, cioccolato fondente per la decorazione.

Mettere i biscotti nel mixer e frullarli, aggiungere il burro fuso e frullare fino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo. Versare in una tortiera a cerniera rivestita di carta da forno, pressare bene e mettere in frigorifero.
Lavorare il mascarpone con la ricotta e lo zucchero, incorporare la panna ed aggiungere il cocco.
Scaldare leggermente un po' di latte (in alternativa al latte della noce di cocco) aromatizzato con il rum e far sciogliere i fogli di gelatina precedentemente ammollati ain acqua e strizzati.
Aggiungere al composto preparato in precedenza e ammalgamare.
Versare nella tortiera, livellare e mettere in frigorifero per almeno 3 ore.
Al momento di servire sformare dalla tortiera e guarnire realizzando dei fili di cioccolato.


E' veramente buona, così buona che ho dovuto riproporgliela per addolcirlo un po'.

martedì 26 maggio 2015

Scarpine bimbo

La scorsa settiman un'amica mi ha chiesto qualche spiegazione per fare delle scarpine ai ferri ed ho notato che anche se negli anni ne ho fatte moltissime qui sul blog non ne compare neppure una.
Sono certa di aver messo dei tutorial nel mio vecchio blog (si il solito che Splinder ha cancellato), ma dal momento che gli articoli più gettonati del lavoro a maglia sono proprio quelli per bambini credo sia giusto dare una ripassata ad alcuni dei miei schemi preferiti.
Ne ho salvati moltissimi sul pc, ma essendo all'antica mi affido sempre ai miei vecchi quaderni, ho quaderni per ogni cosa, per i libri, per i tutorial, persino per i miei "allenamenti" e da uno dei miei quaderni arriva questa spiegazione .


Le scarpine non sono proprio la cosa più facile per chi ha appena cominciato a lavorare ai ferri, se siete alle prime armi vi suggerisco di provare con delle copertine, che, seppur di realizzazione più lunga procedono tutte dritte senza fare necessariamente diminuzioni o aumenti; se invece, sono proprio scarpine quelle con cui volete esercitarvi iniziate con un modello semplice.
Usare le varianti del diritto e del rovescio (legaccio, maglia rasata, grana di riso, coste 1/1 o 2/2)  vi aiuterà ad ottenere un risultato ottimale senza faticare troppo; anche l'uso di lane scrrziate vi aiuterà ad avere un effetto interessante senza dover coinvolgere lavorazioni più complicate.
Queste scarpine sono adatte a bimbi di 6 mesi c.a. Per realizzare scarpine più piccole, usate un filato lievemente più fine del normale filato per calzini e lavorare a una tensione maggiore con ferri più piccoli dei 3mm.
In questo caso partiamo dalla suoletta (in altri schemi è possibile partire dall'alto), avviare 44 maglie lavora a dir le prime 22 maglie, inserisci un marcapunti (oppure un filo di lana di colore diverso), lavora fino alla fine.


1.Gira, lavora un dir, 1 aumento, lavora a dir fino a una maglia prima dell’anellino, 1 aumento, passa l’anellino, 1 aumento, lavora a dir fino a due maglie dalla fine, 1 aumento, dir.
2. Gira, lavora a dir fino alla fine.


Ripeti i due ferri per un totale di 5 volte.  ti ritroverai con 64 maglie.

Bisogna fare i lati che vengono lavorati a rullini, vale a dire a fasce alternate di maglia rasata dritta e rovescia.
Lavora 1 ferro a dir, quindi [1 ferro a rov e 2 ferri
a dir] per 4 volte. Lavora ancora 1 ferro a rov.
Ora la tomaia  viene lavorata a maglia rasata, con righe accorciate.
Porta il filo davanti al lavoro, come se dovessi eseguire una maglia rovescia, passa la maglia a dir
senza lavorarla, riporta il filo dietro al lavoro, ripassa la maglia sul ferro sinistro e lavorala a dritto.
Questa manovra eliminerà l’apertura.
Prosegui a dir fino alla fine del ferro.
Gira, lavora a rov fino a quando non trovi un’altra maglia lievemente discosta. Porta il filo dietro al lavoro, come se dovessi eseguire una maglia dritta, passa la maglia a dir senza lavorarla, riporta il filo
davanti al lavoro, ripassa la maglia sul ferro sinistro e lavorala a rovescio. Completa il ferro e gira.
Saranno rimaste 40 maglie.
Lavora 2 ferri a maglia rasata, quindi esegui un ferro di foretti lavorando [1 dir, 1 gett, 2 dir assieme,
1 dir] fino alla fine del ferro.
Lavora ancora a maglia rasata per 3 ferri, quindi lavora [1 ferro a rov, 2 ferri a dir] per 2 volte.
Intreccia tutte le maglie e taglia il filo, lasciando una coda di circa 25 cm per la cucitura.
 Questo è solo uno dei tanti tutorial che negli anni ho usato per le scarpine, ma credo sia uno dei più semplici.

mercoledì 20 maggio 2015

Dolceacqua e Breil sur Roya

Quest'anno possiamo ritenerci soddisfatti abbiamo avuto liberi sia il week end del 25 aprile che quello del 1 maggio. Senza reperibilità dal lavoro abbiamo potuto muoverci liberamente.
Purtroppo il clima non ci è stato troppo d'aiuto, per il 25 aprile avevamo prenotato un giro in moto che abbiamo dovuto rimandare alla settimana dopo e per la verità non eravamo comunque molto tranquilli; ad ogni curva temevamo di venir inondati dalla pioggia, ma alla fine siamo riusciti a non prendere neppure una goccia d'acqua.
Con tutte queste incognite siamo arrivati a Dolceacqua, piccolo borgo della Riviera Ligure dove nel 1883 Monet e Renoir trascorsero quindici giorni di riposo e svago.
Monet manifestò subito il desiderio di tornarvi per dipingere ed infatti, sono molti i  quadri che ritraggono il piccolo borgo.


Mezza  giornata è sufficente per girarlo e concedersi una visita al castello, ma per noi provati dal viaggio in moto è stato piacevole sedersi per riposarsi un po'.
 L'atmosfera dei vicoli è suggestiva e le luci della sera che illuminano il ponte in stile romanico ed il castello dei Doria sono molto romantiche.




Abbiamo come al solito fatto moltissime foto, ma di sera abbiamo deciso di viaggiare leggeri, di portarci solo il telefono  e le immagini scattate non sono perfette, ma il ricordo della passeggiata tra i vicoli rimane comunque molto romantico.




Il giorno dopo pensavamo di tornare e di fare tappa all'Abbazia di San Fruttuoso, programma che abbiamo rimandato per le cattive condizioni meteo e dal momento che in Francia era prevista una bella giornata eccoci scavallare il confine e raggiungere Breil Sur Roia.




Arrivare in Provenza ci ha fatto respirare l'aria del nostro viaggio di nozze; il sole, il verde, l'acqua, gli ingradienti che caratterizzano la regione e la pittura impressionista che tanto amo.


Anche Breil è un piccolo paese da visitare a piedi, al nostro arrivo, di domenica mattina le signore uscivano dalle panetterie con le baguette sotto il braccio; abbiamo passeggiato attorno al lago e l'intenzione era quella di proseguire e risalire la montagna per vedere il paese dall'alto.
Purtroppo siamo dovuti tornare, il cielo si è oscurato e noi ci siamo dati alla fuga.




Questi due borghi sono molto tranquilli e ve li consiglio se desiderate fare una gita fuori porta nel verde ed in serenità, niente caos cittadino, ma molte cose da vedere.

mercoledì 6 maggio 2015

Bluebell le ali

Sono stata indecisa su che post pubblicare per primo, se quello relativo alla nostra gita del primo maggio o quello degli avanzamenti della mia piccola fata.
Alla fine ho pensato di dovervi dimostrare che nonostante le mille cose in cui mi ci sono cimentata in quest periodo qualche crocetta è andata a buon fine.


Così ecco le ali , la foto fatta con il telefonino non rende minimamente l'effetto sbarluccicoso dei filati metallici e la mancanza del punto scritto non mette in evidenza l'inizio del primo fiore, ma sapete che le perline ed il punto scritto li lascio sempre alla fine; quindi le ultime crocette che mi mancano sono proprio quelle relative alle campanelle.
Ormai il lavoro dovrebbe essere tutto in discesa e nelle prossime serate spero di lavorarci un po' più del solito.
Credo che il prossimo post che le dedicherò sarà anche l'ultimo.

mercoledì 22 aprile 2015

Una moglie a Parigi

Il tempo passa, avrei molte cose da scrivere, ricette, ricami, sferruzzamenti ed una lista infinita di libri.

La primavera mi  ha portato molta energia , mi trovo a fare moltissime cose,  che però non riesco a mettere per iscritto con regolarità.
La primavera ha portato anche la voglia di passare più tempo all'aperto e complice un marito con tante cose da farsi perdonare mi sono creata un cantuccio tutto mio da godere prima e dopo cena.


Mio marito doveva farsi perdonare di aver tagliato mentre rasava il prato, due germogli del lampone ed anche i mughetti, io ho pensato di comperare un po' di fiori da mettere nel vaso di fianco al salottino; in comune accordo abbiamo preso anche una bouganvillea per il retro.


Insomma mi dispiace moltissimo per il lampone e per quel germoglio che curavo da due anni, ma alla fine qualcosa di buono ne è venuto.
Anche quest'anno avrò il mio angolo dove rifugiarmi quando vorrò un po' di tregua dai lavori domestici.
Oggi però vi racconterò di un libro finito qualche tempo fa.



Ottobre 1920. A Chicago, arriva dalla natia Oak Park un ragazzo di vent'anni alto e snello, con splendidi occhi castani, capelli nerissimi e una fossetta sulla guancia sinistra. A casa della famiglia Smith dov'è ospite, il ragazzo, che si chiama Ernest Hemingway, incanta gli astanti coi suoi racconti sulla Grande Guerra. Rapita più di tutti dall'aria spavalda e dallo sguardo scintillante del ragazzo è un'amica di Kate Smith: Hadley Richardson, una ventottenne che, dopo la morte dei genitori, vive con la severa sorella Fonnie e la sua famiglia a St. Louis. Una volta tornata a casa, riceve, meravigliosamente stropicciata, la lettera di Hemingway che esordisce con: "Penso sempre a Roma; ma che ne diresti di venirci con me... come mia moglie?". Senza soldi e alla ricerca di vita, felicità e successo, Hadley e il giovane Hemingway partono alla volta della vecchia Europa. Non si stabiliscono a Roma, ma a Parigi. Per Ernest è il periodo dell'elaborazione delle ferite interiori lasciate dalla guerra e della frequentazione dei salotti letterari. Quando, però, dopo un figlio, arrivano anche il denaro e la fama, nell'inquieto scrittore esplode il desiderio di una vita libera, accanto a nuove e stimolanti conoscenze come John Dos Passos e Scott e Zelda Fitzgerald. Una vita che Ernest finirà col non condividere più con la riservata Hadley. Così diversa da Pauline Pfeiffer, irresistibilmente chic con quella frangetta scura e un'esuberanza da ragazzino. 

Lo avrò detto un sacco di volte, ma adoro questo genere di romanzo, "Una moglie a Parigi" è la storia romanzata della prima moglie di Hemingway, famosissimo scrittore e premio Nobel che spero non abbia bisogno di presentazioni.
Ne ho letto una recensione negativa, ne copio il testo, giusto per farvi capire.

Come se il cinema non fosse bastato ad accumulare dettagli lacrimosi e scandalistici sulla vita di Ernest Hemingway, come se ancora le tante biografie già apparse non avessero setacciato a sufficienza i dettagli più scabrosi di quest'uomo che, tra l'altro, ha sempre raccontato di sé, compare ora una pesante storia biografica "inventata" del primo matrimonio tra lo scrittore, allora intento al lavoro di Festa mobile, con la neutra Hadley Richardson. Giovanissima, l'autrice la descrive come del tutto rapita dal fascino di un uomo già avanti nella carriera. Stupisce l'accumulo di nomi e di testi, da Stein a Pound, mescolati a un narrazione del tutto piatta e molto simile alla più corriva chick lit. Un fenomeno di pura paraletteratura che si nutre di vicende culturalmente significative solo a fini commerciali. Nessun divertimento, solo elenchi di incontri e tradimenti, un taglia e cuci vampiresco che andrebbe ignorato e non valorizzato come se fossimo davanti a un lavoro di critica letteraria.
Camilla Valletti  

Ecco cara Camilla mi viene da chiederti se hai letto il libro dici:"  l'autrice la descrive come del tutto rapita dal fascino di un uomo già avanti nella carrier", MA NO!
Il nocciolo del romanzo è proprio che Emingway allora non lo calcolava nessuno.
Boh a me è piaciuto, ovviamente trattasi di un romanzo e non di una biografia, ma il tono malinconico e nostalgico non appesantisce la narrazione.
E' facile per il lettore simpatizzare per la coppia anche se sappiamo già che la loro storia è destinata a finire.
Voi lo avete letto? come lo avete trovato?

martedì 14 aprile 2015

Bluebell Spring Garden

I giorni passano senza che io riesca a postare gli avanzamenti dei miei lavori, a dire il vero è da più di una settimana che ho posato l'ago e non riesco a mettere una crocetta, nei pochi momenti liberi cerco di godermi  il giardino e di stare quanto più possibile all'aria aperta.


In poco più di un mese ho perso 4kg di ciccia e quasi 2kg li ho trasformati da massa grassa in massa magra, ma ve ne parlerò in un post a parte; sto cercando di rimettermi in forma e la primavera è il periodo migliore, l'aria sferzante del mattino invoglia ad alzarsi presto, a scrollarsi di dosso il tepore delle coperte e partire, partire con mille cose da fare.
Così i miei ricami languono incompiuti nella cesta del ricamo, ma  qualche avanzamento alla Bluebell Spring Garden posso anche mostrarvelo.


Dall'ultimo w.i.p. ho terminato l'abito, fatto il busto, le braccia ed il viso, i capelli sono solo accennati, ma vorrei finirli presto così da avere ancora solo il fiore e le ali che sono un tripudio di materiali speciali.
Come al solito lascio alla fine le perline, voi che state facendo di bello? Io ho già da parte i ricami dei prossimi mesi, ma ora ho già molte cose su cui concentrarmi, quindi un passo alla volta ed una crocetta alla volta devo cercare di finire prima questa, anche perchè quello che seguirà sarà un nuovo Mirabilia, ma più in grande e con più materiali speciali; poi cambierò disegnatrice, mi aspetta un ricamo di Joan Elliot.