Tutte le mie xxx

martedì 27 marzo 2012

Sfoghi primaverili

Che periodo, in realtà credo di essere un po' pigra, o meglio mi piacerebbe essere pigra e starmene su un bel lettino a prendere il sole sotto il glicine, in questi giorni però è impossibile, ogni volta che faccio dei progetti,  non sempre riposanti e di piacere succede qualche cosa che irrimediabilmente mi porta a cambiare programmi.
Dovevamo cominciare ieri a dipingere il garage, ma i programmi sono saltati, oggi l'ho passato a fare giardinaggio e con l'herpes sul viso questa volta (ho la guancia tutta rossa), abbiamo piantato delle campanelle che copriranno la rete dove il vicino ha appoggiato un po' di schifezze qualche anno fa quando ha fatto i lavori in casa ed immancabilmente sono rimaste lì.
Sarebbe un angolo perfetto per fare le foto del matrimonio, non fosse appunto per dette schifezze, confido che i fiori crescano e coprano tutto.
Purtroppo le gelate tardive dello scorso inverno hanno ucciso il gelsomino, fino all'ultimo abbiamo sperato che le foglie secche lasciassero il posto a qualche germoglio, ma temo purtroppo se ne sia andato così come l'oleandro, Sigh!
Sto anche cercando di ripulire la biancheria di lino che mia madre e mia suocera ci hanno dato in dote, i 36 anni nel cassetto senza mai essere adoperati e con gli adesivi incollati non aiutano, gli aloni gialli sono persistenti, forse dopo qualche lavaggio ci sarà qualche miglioramento, ma per il momento nulla.
Dovevo finire il maglioncino per la mia amica, ma con tutto ciò mi sa che mi ci vorrà un pochino più del previsto, l'importante sarà finire presto l'ulteriore commissione che mi ha fatto decisamente più estiva; dopo avermi copiato il maglioncino fuxia non ha resistito mi copierà anche il top caramello fatto qualche anno fa, ve lo ricordate?
Onestamente mi fa piacere ricevere queste commissioni, non solo per qualche soldino extra che non fa mai male, ma anche per la gratificazione di aver fatto una cosa bella.
Tra tutto ciò ci sono i libri, sabato sono andata in biblioteca  ed ho fatto scorta, uno l'ho già finito si tratta di "Le voci del bosco" di Mauro Corona 120 pag per 12,00€ di libro, il secondo di cui ho già letto circa 50 pag. è"La leggenda del morto contento" di Vitali 18,60€ per 238 pag e poi due della serie "le indagini di Jane Austen".
Solo con i primi due (quello finito e quello che presumo di finire prima della fine della settimana) avrei speso la bellezza di 30,60€, non propio noccioline sul bilancio settimanale, ora potrete farmi un sacco di discorsi su quanto la cultura sia importante, su come sia meglio spendere per un libro che per altre cose, ma è innegabile, urliamolo COSTANO TROPPO!!!
Che ti frega mi direte voi, tanto i libri li prendi in biblioteca non ti costano nulla, ma è vero che se costassero meno la biblioteca avrebbe molti più titoli da proporre ed il servizio interbibliotecario diventerebbe solo di supporto, per il mio piccolo comune non è così, quasi la totalità di quello che leggo arriva da fuori.
Poi mi piace regalare libri, ma caspita di questo passo non farò più un regalo, è quasi impossibile trovare un titolo sotto i 10,00€ (solito discorso sono le vecchie 20.000 lire), due compleanni e sono in rovina.
So che se ne parla molto, le case editrici danno la colpa al mercato i distributori alla casa editrice ecc., ma il risultato non cambia, come sempre a rimetterci sono sempre gli stessi, quelli che come me per comperarsi a Natale un libro devono risparmiare tutto l'anno.
Va beh piccolo sfogo, la prossima volta prometto di farvi qualche recensione.
A presto

martedì 20 marzo 2012

Ricordati di essere felice

In questo periodo ci sono un sacco di cose da fare ed il mio blog ne risente, giardino, orto, casa nuova e vecchia, partecipazioni da consegnare (occupazione che mi piace un sacco perchè ho la possibilità di passare un po' di tempo con persone che normalmente non frequento spesso), commissioni da fare, qualche kg da perdere (lo so lo dico tutti gli anni in questo periodo, ma quest'anno devo propio rimettermi in forma) e qualche lettura interessante, in più oggi mi sono messa a litigare con gli uncinetti, purtroppo non ce la faccio, l'uncinetto rimane sempre un mistero per me.
Se si tratta di rifinire una camicetta non c'è problema, punto gambero, ventaglietti e pippiolini mi riescono, ma se devo fare un lavoro anche semplice tutto a punto alto o basso non mi riesce.
Oggi ad esempio ho litigato con la coppa di un reggiseno, vorrei farmi un costume ed ho usato (più per provare) un gomitolo di cotone Sesia baby, le mie info mi dicevano di usare un uncinetto sottile per evitare trasparenze, ma con un uncinetto 1,75 non riesco, i fili si semparano ed il lavoro mi viene rigido si, ma anche non uniforme, se invece uso un uncinetto più grosso, tipo del 2 i punti sono più uniformi, ma troppo larghi (rimane trasparente), voi cosa consigliate? devo cambiare cotone? cambiare uncinetto? o forse devo cambiare mani?
A parte questo oggi vorrei parlarvi di un romanzo appena finito.
                                                     

Marie ha quattordici anni e vive nel paese dei fiori d'arancio, degli hammam, del té alla menta e delle spezie: il Marocco. Ha una vita tranquilla a Fédala, una città di mare dove non succede mai niente, c'è sempre il sole, fa sempre caldo e il mare è sempre azzurro. Le sue giornate si dividono tra la scuola e i pomeriggi in spiaggia con la sua migliore amica Sophie e il fidanzatino Bobby. Marie si annoia; la sua paura più grande è diventare come la mamma: una donna all'antica, senza brio né desideri, adagiata nel suo ruolo di moglie e madre, un po' grigia, almeno così appare a lei. Soprattutto a confronto con Fifi, la cugina della mamma. Fifi torna a Fédala solo d'estate, perché vive in Francia. Quando sbarca all'aeroporto, colorata dalla testa ai piedi, a Marie sembra che sia tutta Parigi ad arrivare. L'eldorado dei tacchi a spillo, dei saldi, del traffico a tutte le ore e della Tour Eiffel in trasferta marocchina. "La vita ha senso solo se sei magra e vivi a Parigi" le ripete Fifi, e Marie si vede già proiettata nella città delle occasioni. Ma quando si trasferisce lì per studiare, si rende conto che le cose non stanno esattamente come Fifi le racconta. Tra feste, corteggiamenti, disillusioni, Marie impara il vero significato dell'amicizia e dell'amore. "Ricordati di essere felice" le diceva sempre suo padre. Solo da lontano, Marie capisce che la felicità è come quegli oggetti semplici della cui mancanza ci accorgiamo solo quando li abbiamo persi.

Un racconto pieno di temi, amore, amicizia, disincanto e chiaramente felicità, scritto in modo scorrevole, è uno di quei libri che si legge in un paio di sere.
Consigliatissimo!


mercoledì 7 marzo 2012

Sferruzzando un po'

Ieri sera ho avuto un anticipo della mia festa della donna, sono andata a trovare un'amica di vecchia data che vedo troppo di rado ed abbiamo parlato tutta la sera con una tazza fumante di tisana tra le mani.
Che bello, niente uscite pazze, niente caos, stress, locali affollati ed il disagio di girare sole ed al buio, solo una serata tranquilla con persone che conosco come le mie tasche ed apprezzo enormemente.
Non ho mai amato la festa della donna perchè solitamente significa cene e serate con pazze scatenate, come se allo zoo aprissero le gabbie delle scimmie, ma la serata di ieri mi ha fatto propio bene.
Abbiamo parlato di case, di nozze, di viaggi, di orto, giardino e lavori a maglia, così mi ha commissionato delle cosine, in attesa di maggiori dettagli sul lavoro da farsi mi sono decisa a riprendere i ferri e continuare un maglioncino che avevo cominciato tanto tempo fa.
L'ho propio cominciato perchè la lavorazione è bella complicata, tate righe da seguire e tanti punti diversi.
Questo il lavoro nel punto in cui sono arrivata.
Mentre questo è un dettaglio della lavorazione, avrete anche notato che il bordo non ha i soliti cannoncini, ma un punto traforato a zig zag.
Questo particolare sarà anche per le maniche ed il dietro, mentre su tutto il resto ci sarà la maglia rasata.
Anche il collo verrà rifinito con un punto a trafori, mentre ad unire le maniche ci saranno due trecce.
Mi ci vorrà ancora un po' prima di finire il davanti, ma con questo clima ancora fresco confido di poterlo fare, al massimo la cucirò il prossimo anno, non c'è fretta per questo, solo vorrei togliermi l'impiccio della lavorazione; non vi nego che sia un po' noiosa.
Alla prossima!

lunedì 5 marzo 2012

Il quaderno di Maya

Il bel tempo che ha caratterizzato i giorni scorsi ha lasciato il posto alla pioggia, non importa almeno non dovremo annaffiare l'orto che già comincia a vedere le prime piantine.
Ieri mia zia ci ha portato le fragole e questa mattina la prima cosa fatta è stata andare a piantarle, onestamente non vedo l'ora di mangiarle sono stanca della frutta invernale, la scorsa settimana il fruttivendolo ha dato a mio papà una cesta di pere invendibili per via della buccia rovinata, ma dalla polpa gustosissima, per qualche giorno si è mangiata macedonia a pranzo ed a cena poi ho deciso di farne una torta  con pochi semplici ingradienti, è stata divorata in men che non si dica.
Ecco la ricetta:
250g di farina
1 bustina di lievito
1 limone
400g di pere tagliate a pezzetti
350g di ricotta
3 uova
170g di zucchero
vanillina
Pelare  le pere, privatele del torsolo centrale e tagliatele a cubetti piuttosto piccoli , mettetele in una ciotola con pochissimo succo di limone per non farle annerire. Sbattete con una frusta (o in una planetaria) lo zucchero con la ricotta, aggiungete quindi la vanillina. Incorporate poi le 3 uova una ad una e continuate a montare il composto, unite la scorza di limone grattugiata . Setacciate la farina con il lievito e aggiungetele al composto , mescolando con un cucchiaio di legno fino a che non otterrete un impasto liscio. Incorporate le pere a cubetti e amalgamatele all’impasto . Imburrate e infarinate bene una tortiera a cerniera dal diametro di 24 cm , versatevi l’impasto della torta e livellatelo bene aiutandovi con una spatola . A questo punto infornate la torta a 180°C (forno statico) per 50/70 minuti, fino a che introducendo uno stecchino di legno al centro della torta, questi ne risulterà asciutto. In caso la torta si dovesse scurire troppo in superficie durante la cottura copritela con un foglio di alluminio. Estraete la torta ricotta e pere dal forno, fatela intiepidire, sformatela e cospargetela di zucchero a velo prima di servirla.

E' una ricetta che avevo preso qualche tempo fa sul sito http://www.giallozafferano.it/ dove trovo sempre ottimi spunti.
Veniamo alle letture, da poco ho finito un romanzo di una delle mie autrici preferite Isabel Allende, so che l'ho detto in altre occasioni, ma è rimasta una delle poche vere narratrici.
Questo romanzo però si presenta molto diverso dagli altri suoi scritti e questo per un periodo mi ha un po' frenata dal leggerlo, già la copertina non mi piace per nulla ed  avevo paura di una delusione, poi Lolle ne ha fatto una bella recensione sul suo blog http://lamagiadiunpiccoloorto.blogspot.com/ e per fortuna la curiosità ha preso il sopravvento mi sarei persa un gran bel libro.

Maya Vidal, l'adolescente protagonista del nuovo romanzo di Isabel Allende, caduta nel circuito dell'alcol e della droga, riesce a riemergere dai bassifondi di Las Vegas e, in fuga da spacciatori e agenti dell'Fbi, approda nell'incontaminato arcipelago di Chiloé. In queste isole remote nel Sud del Cile, nell'atmosfera di una vita semplice fatta di magnifici tramonti, solidi valori e rispetto reciproco, Maya impara a conoscersi e a conoscere la sua terra d'origine, scopre verità nascoste e, infine, l'amore. A queste pagine si alterna il crudo racconto della sua difficile storia precedente, una vita fatta di marginalità e degrado, solitudine e cattive compagnie, nella quale precipita dopo la morte dell'amatissimo nonno. Isabel Allende torna a raccontare la vita di una donna coraggiosa in un romanzo che affronta con delicatezza le relazioni umane: le amicizie incondizionate, le storie d'amore palpabili come quelle più invisibili, gli amori adolescenziali e quelli lunghi una vita. Un ritmo incalzante, una prosa disincantata per questa nuova prova narrativa che si tinge di noir e per l'ennesima galleria di donne volitive e uomini capaci di amare.

Intenso, coinvolgente, appassionante pur con la crudeltà di "Noi i ragazzi dello zoo di Berlino" Isabel riesce comunque ad impregnare le sue pagine di magia.
Consigliatissimo!!!

martedì 28 febbraio 2012

Le indagini di Jane Austen

In questi giorni ho iniziato la lettura di una serie di gialli con Jane Austen come protagonista.
In realtà ero prevenuta nei confronti di questa scrittrice Stephanie Barron, pensavo ad una narrativa banale, ma mi sono ricreduta qualche tempo fa quando lessi "Virginia Woolf ed il giardino bianco".
Devo sottolineare però che le indagini di Jane Austen non sono totalmente farina del suo sacco, bensì il suo compito è stato quello di rielaborare e trasformare in romanzi dei vecchi scritti, lettere e diari della Austen. 
Compito a mio avviso è perfettamente riuscito.
Il primo della lista é "Jane e la disgrazia di Lady Scargrave".
In visita presso l'amica, la bellissima e giovane Isobel Payne, Contessa di Scargrave, Jane Austen è testimone di una tragedia: il Conte Frederick, marito di Isobel, colto da improvviso e inspiegabile malore, muore in poche ore. La scomparsa prematura del marito, dopo tre soli mesi di matrimonio, getta la povera Isobel nella più cupa disperazione. Tuttavia la vedova scopre ben presto che non si tratta che dell'inizio delle sue disgrazie: di li a breve infatti una misteriosa missiva la raggiunge, nella quale sono contenute oscure minacce e la duplice accusa di omicidio e di adulterio. Terrorizzata, Isobel invoca l'aiuto di Jane, la sola di cui si può fidare, ma soprattutto l'unica, tra i presenti al castello nella notte della tragedia, che non tragga alcun vantaggio dalla morte di Lord Scargrave. Contando sulle sue ben note doti di comprensione dell'animo umano, Jane si trova così coinvolta in una pericolosa indagine che la porterà a varcare nientemeno che i cancelli della prigione di Newgate e persino la soglia della Camera dei Lords, arrivando a mettere a repentaglio la sua stessa vita.
Il secondo:

                                               
 Gli Austen si stanno preparando ad un piacevole soggiorno a Lyme Regis, amena località di mare nel Dorset. Ma, sin dal loro arrivo, in una notte fredda e piovosa, oscuri presagi sembrano minacciarne la permanenza. Un incidente di carrozza, proprio ai confini della cittadina, costringe i viaggiatori, scossi dallo spavento, a cercare rifugio nella sinistra dimora di Mr. Geoffrey Sidmouth, uomo di indiscutibile fascino, ma dal comportamento austero e inquietante. Di lì a pochi giorni, la tranquillità della stessa Lyme viene scossa da un'orribile tragedia: un uomo viene trovato impiccato sulla riva del mare e i sospetti di tutti puntano contro il temuto "Reverendo". Di tutti, ma non di Jane, ancora una volta implicata in una pericolosa indagine. Chi si cela dietro la misteriosa identità del "Reverendo"? Cosa nasconde Mr. Sidmouth con la sua ambigua freddezza? Chi è l'inquietante figura avvolta in un nero mantello che si aggira nella notte lungo la costa battuta dai flutti. Le domande si accavallano e sfortunatamente le risposte sembrano portare tutte nella stessa direzione, cioè all'ultima persona di cui Jane vorrebbe sospettare... l'uomo che ha conquistato il suo cuore.
L'ho quasi terminato e devo dire che l'ho anche preferito al primo, sarà perchè ad un certo punto ho avuto come una sensazione di dèjà vu, il volto di Jane si confondeva con quello di Elizabeth Phillipot e Mary Anning, ricordate "Strane Creature" della Chevalier?
Sicuramente leggerò anche i 5 romanzi successivi.
Ed ora vi lascio con altre immagini di un abito da sposa che ho provato e che mi piaceva parecchio anche se si allontana molto al mio stile.
Non pensavo che avrei preso in considerazione un abito così fru fru e certo tutti quei fiori su di me erano un po' eccessivi, ma si possono togliere o rimpiccioliere a piacere, poco, ma sicuro che Marco non si sarebbe aspettato di vedermi all'altare con un abito tanto moderno.



martedì 21 febbraio 2012

Il tempo dei segreti

I mesi passano ed i preparativi per il matrimonio incombono, a dirla tutta di mesi ne mancano ancora parecchi, ma i lavori da fare sono molti, la casa deve essere terminata, le pareti devono asciugare e poi ci sarà da sbiancare ed arredare, ci saranno le partecipazioni da distribuire ed i dettagli da terminare, così i mesi passeranno in un baleno.
oggi ho fatto la prima prova con la sarta e non vi nego che l'abito mi pare ancora più bello di quando lo avevo provato la prima volta, mi viene il dubbio: sarà il mio?
Credo di si perchè a grandi linee ci somiglia, ma oggi aveva qualche cosa... non so.
Ho anche scelto le scarpe e ritirato le partecipazioni.
Fatto sta in questi giorni mi sono decisa, finalmente posso dirvi che i colori degli addobbi saranno bianco e blu, ho quindi ricamato il cuscinetto per le fedi; che ancora sono da prendere, ma per la foto mi sono arrangiata con due anelli dei miei.

E' una greca presa da un vecchio numero di "Le idee di Susanna" il cuscinetto proposto era molto diverso, ma ho estrapolato il dettaglio che più mi piaceva, all'interno per i fiori ho usato delle perline bianche, quelle che avevo avanzato dalla fata dell'estate ed i fiorellini sono stati ricamati con il blu metallizzato, anch'esso recuperato dalla fata.
Abbiamo anche deciso il viaggio di nozze, cosa non semplice visto che avevamo due idee totalmente diverse,  faremo una settimana al mare e poi...vi lascio indovinare, come indizio vi darò un libro di un autore che adoro, Marcel Pagnol.

Marcel è ragazzino che, durante le vacanze estive sulle colline del Garbalan, partecipa gioiosamente al lavoro nei campi, si avventura nei boschi con Lili, va a caccia con Joseph e zio Jules, si incanta nel paesaggio dorato della sua infanzia finché... finché non viene il tempo della fine della stagione dell'incoscienza, il tempo della passione e del turbamento, dei conflitti e delle scelte, "Il tempo dei segreti". Marcel scopre l'amore nel bel "volto infantile" di Isabelle Cassignol. Isabel, però, è una principessa maliziosa che pretende un'obbedienza cieca e incondizionata che sconfina spesso nell'umiliazione. Innamorato follemente, Marcel diventa il suo chevalier servant, capace di mentire a Lili, agli amici, allo zio Jules, e pensino a sua madre se Isabel glielo chiede. C'è poi il liceo a Marsiglia, in una classe in cui tradimenti, gelosie, invidie e vessazioni sono all'ordine del giorno. Marcel si batte col malvagio Pegomas in difesa del piccolo Oliva, rischiando di essere cacciato via dalla scuola. La giustizia, però, non è solo dell'infanzia, appartiene anche all'adolescenza. La colpevolezza di Pegomas è riconosciuta, Marcel è acclamato come un eroe, e Isabel si svela come una ragazzina che gioca soltanto il gioco della principessa maliziosa e prepotente.

Diversi anni fa lessi "Il castello di mia madre", ve lo consiglio tantissimo, è una lettura veloce poche pagine, ma che lasciano il segno, "Il tempo dei segreti" dovrebbe essere il terzo della saga, ma si leggono tranquillamente in ordine sparso.

domenica 19 febbraio 2012

Fata dell'estate

In questi giorni mi vene da fare una riflessione, l'Italia è il paese dei controsensi e dei fuoriluogo.
Premetto che non guardo il festival perchè la musica italiana non mi piace, ascolto Bon Jovi (che è anche l'uomo dei miei sogni), i Metallica, i Gotthard, i Queen, Brian Adams, capirete che ho anche una predilezione per le voci maschili; detto questo per passare il tempo mentre lavoro a maglia mi sarebbe piaciuto dare uno sguardo al festival e sentire qualche canzone, impossibile, troppo brutte.
Però sul web tanto si è parlato della farfallina di Belen che personalmente non miriterebbe un commento, ma mi è utile per spiegarvi il concetto che mi piacerebbe esporre, dicevo appunto, la farfallina di Belen era il caso che la mostrasse a Sanremo? non voglio essere moralista per me può mostrarla fin che vuole, ma a Sanremo!?! Tinto Bras non ha un film da farle fare per farla felice?
Bah e Celentano che va a predicare... non è il festival della canzone? perchè fare i suoi sermoni? non capisco dovrebbe essere un programma leggero, di svago, con la musica in primo piano eppure tra showman e showgirl che fanno ciò che vogliono e la musica inascoltabile propio non si può guardare.
Parliamo anche di Alemanno e del controsenso di fare le olimpiadi a Roma, a me pare un'idea di cacca quanto dare 750.000,00€ di soldi pubblici a Celentano.
La verità è che Roma, è una città bellissima con tanti tesoria da vedere, così come tutte le città italiane Pavia compresa perchè l'italia dal punto di vista artistico è tutta bella da nord a sud con migliaia di possibilità per incentivare turismo ed economia.
La nota dolente è il disordine in cui sono lasciate, non servivano gli impianti a Torino per le olimpiadi invernali, nè le piscine a Roma per quelle del nuoto, nè l'Expo' a Milano che munge i soldi come alle vacche si munge il latte, quello che serve è pulizia, sicurezza, ordine e la possibilità di muoversi .
Vi faccio un esempio propio di Pavia, l'altro giorno sono andata in città per acquistare un libro, sono arrivata ad un parcheggio dove non molti anni fa c'erano i marocchini che con il caldo ed il freddo ti facevano cenno per trovarti un posto libero ed aiutari a sistemare la macchina, oltre a loro parcheggiato in pianta stabgile c'era la il caravan degli zingari che mangiano e fanno i bisogni sulle aiole, era però un parcheggio in piena città a pochi metri da una delle chiese più belle S. Pietro in ciel d'oro e gratuito, ora hanno mandato via i marocchini che poverini almeno si rendevano utili, hanno tirato le righe e messo le macchinette, il degrado è sempre lo stesso, cartacce, sigarette, feci umane e di cani sulle aiuole, ora però paghiamo per questo degrado.
Questo è incentivare il turismo? fare un'olimpiade a Pavia contribuirebbe a migliorare una situazione del genere? temo che ne creerebbe altre perchè passati i 15 giorni gli impianti sarebbero chiusi e diventerebbero ricettacolo di delinquenza.

Altro controsenso e fuoriluogo è l'abitudine di applaudire ai funerali, cosa vuol dire? ai funerali mi hanno insgnato che bisogna tenere un atteggiamento compito, farsi il segno della croce e piegare il capo quando passa la bara, l'applauso è un gesto fatto per indicare approvazione e felicità, si applaude ai concerti non ai funerali!
Dopo tutte queste parole scritte così per il mio bisogno di condividere i miei pensieri vi lascio un'altra recensione su Zafòn.
Ultimo libro della trilogia della nebbia, credo sia anche il più riuscito.

1943: il vento della guerra soffia impetuoso sull'Europa quando il padre di Max Carver decide di lasciare la città e di trasferire la sua famiglia in una villetta sulla costa spagnola. Ma appena arrivati, cominciano a succedere strani eventi: Max scopre un giardino pieno di statue terrificanti, le sue sorelle iniziano a fare sogni strani e inquietanti, all'improvviso compare una scatola piena di vecchi film che sembrano aprire una finestra sul passato. E poi, perché l'orologio della stazione va all'indietro, come se stesse facendo un conto alla rovescia? Ma più ancora minacciose e sinistre sono le voci che riguardano i precedenti proprietari della villa, e i racconti che accompagnano la misteriosa scomparsa di loro figlio. Mentre indaga in compagnia del suoi nuovi amici Roland e Alicia, Max viene a conoscenza della terrificante storia del Principe della Nebbia, un'ombra luciferina che emerge nel cuore della notte per scomparire con le prime nebbie dell'alba... Una storia che affonda le radici nel passato e che continua a lasciare una scia di sangue, dolore e sofferenza.

Tutte le critiche ricevute da Zafòn per questa trilogia non sono assolutamente meritate, finalmente qualcuno ho scritto dei buoni libri per ragazzi, non i soliti Battelli a vapore e neppure i soliti urban fantasy o i classici "Ventimila merde sotto i cessi" (perdonatemi la spiritosaggine, ho adorato Verne, ma il titolo si prestava troppo), finalmente qualche cosa di diverso perchè i giovani sono giovani mica deficenti, lo capiscono il linguaggio di Zafòn; inoltre sono perfetti anche per gli adulti,certo come detto in passato mancano dell'allure de "L'ombra del vento" (piccola divagazione: sapete che è in uscita il prossimo libro, quello che segue "Il gioco dell'angelo"?, s'intitolerà "Il prigioniero del cielo").

Cambiando totalmente discorso ancora non vi ho mostrato "La fata dell'estate" di Passione Ricamo finita, purtroppo queste giornate buie non mi hanno permesso di fare foto migliori, per avere un po' di luce ho dovuto posarla sul divano, il risultato è che essendo un po' onduato sembra che sia un po' cicciotta, ma prossimamente mi riprometto di farne altre migliori.
Nei giorni scorsi ho fatto anche il cuscinetto portafedi, un paio di calzine ed iniziato un maglione, ma per questi, aspetterò il prossimo post, oggi ho già scritto moltissimo.